Monsters & Co.

Titolo originale: Monsters, Inc.
Paese: USA
Anno: 2001
Durata: 92'
Regia: Peter Docter
Soggetto: Jill Culton
Sceneggiatura: Andrew Stanton, Daniel Gerson

Doppiatori originali:
John Goodman: James P. "Sulley" Sullivan
Billy Crystal: Mike Wazowski
Mary Gibbs: Boo/Mary
Steve Buscemi: Randall Boggs
James Coburn: Henry J. Waternoose III
Jennifer Tilly: Celia
Bob Peterson: Roz
John Ratzenberger: Yeti
Frank Oz: Fungus
Dan Gerson: Needleman/Smitty
Bonnie Hunt: Flint
Jeff Pidgeon: Bile
Samuel Lord Black: George Sanderson
Philip Proctor: Charlie
Doppiatori italiani:
Adalberto Maria Merli: James P. "Sulley" Sullivan
Tonino Accolla: Mike Wazowski
Ludovica Grisafi: Boo/Mary
Daniele Formica: Randall Boggs
Vittorio Di Prima: Henry J. Waternoose III
Marina Massironi: Celia
Loretta Goggi: Roz
Renato Cecchetto: Yeti
Danilo De Girolamo: Fungus
Nanni Baldini: Needleman/Smitty
Cristina Giachero: Flint
Oreste Baldini: Bile
Franco Zucca: George Sanderson
Massimiliano Alto: Charlie
Montaggio: James Austin Stewart
Musiche: Randy Newman
Premi:
1 Oscar 2002: "miglior canzone" ("If I Didn't Have You", musica e testo di Randy Newman)

Trama:
La città Mostropoli, abitata da mostri di ogni genere, ha bisogno di elettricità, che viene ricavata dalla centrale elettrica cittadina. Questa centrale converte le urla di terrore dei bambini umani in elettricità. I dipendenti devono spaventare i bambini giungendo nelle loro camere attraverso delle porte, che conducono nella dimensione degli umani. Sullivan, protagonista assieme all'amico Mike, è un mostro che spaventa i bambini. Si contende il titolo di miglior spaventatore con Randall, un camaleonte con 6 arti, capace di mimetizzarsi così velocemente da diventare praticamente invisibile. I mostri hanno a loro volta una grande paura degli umani, dato che li considerano contaminati, e hanno il terrore di venire a contatto con i bambini e i loro oggetti. Un giorno, finito il turno, Sullivan nota una porta che non è stata ritirata, prova ad entrare e permette a una bambina, Boo, di penetrare nel mondo dei mostri. Sullivan e Mike la portano a casa, tuttavia scoprono che non è affatto pericolosa o contaminata. Comunque gli altri mostri hanno paura della bambina e il direttore della centrale Waternoose, in cospirazione assieme a Randall, spediscono Sullivan e Mike in Tibet. Dopo essete rientrato a Mostropoli grazie a una porta aperta, Sullivan tenta di riportare la bambina a casa cercando la sua porta tra le migliaia presenti, tuttavia la bambina viene rapita da Randall, che ne vuole estrarre gli urli in modo malvagio. Dopo aver spedito Randall negli umani Waternoose viene arrestato dalla polizia e la porta che conduce a Boo viene distrutta dopo aver rimandato la bambina a casa. Sullivan diviene il direttore della centrale, scoprendo che le risate dei bambini producono molta più energia delle urla, quindi i mostri diventano pagliacci, giocolieri per far ridere. L'amico Mike riesce a recuperare i frammenti della porta di Boo, e dopo aver aggiunto l'ultimo tassello in possesso di Sullivan, la porta si riattiva e può rincontrare Boo.
Il film, sfruttando la possibilità di proporre dei personaggi incredibili, risulta esilarante soprattutto per il marcato contrasto tra l'aspetto terrificante dei mostri e le loro ansie e paure decisamente umane.
Tecnicamente c'è stata una buona evoluzione anche sul piano dell'animazione, grazie al nuovo programma di rendering "Fiz-T" si sono potuti animare indipendentemente i personaggi dai loro vestiti (o peli). In questo modo abbiamo movimenti estremamente fluidi e senza scatti, che uniti all'espressività ottenuta dagli animatori ci restituiscono dei mostri quasi umani. Sul piano degli umani, invece, la scelta Pixar resta quella di realizzarli in modo palesemente "finto" (contrariamente all'effetto di "Final Fantasy") per ricordarci che siamo di fronte ad un cartoon e non ad un film.
Molto simpatico anche il contrasto tra i titoli di testa stile commedia americana primi anni settanta e l'incredibile cura dell'animazione del film.
E veniamo alle numerose citazioni per le quali si potrebbe aprire una vera e propria gara; a parte la bambolina di Jessie, il pupazzetto di Nemo ed il DVD di "Bug's Life" (che sono un facile omaggio alle precedenti e future produzioni Pixar), c'è la carta da parati della stanza di "Toy Story" che viene utilizzata per le prova camaleontiche di Randall, oppure la sequenza d'apertura in cui la radiosveglia trasmette la stessa frase di "Ricomincio da Capo" (film con Bill Murray), l'allenamento di Sulley stile Rocky Balboa, l'entrata dei mostri in fabbrica come in "Armageddon", la hall della Monsters Inc. uguale a quella di "Man in Black" o la sequenza d'apertura del simulatore per spaventare i bambini ispirata al simulatore di "Star Trek II". Questo è solo l'inizio, ce ne potrebbero essere altre cento, ma lascio a voi il piacere di scoprile.
Un ultima cosa, il film è preceduto, come di consueto, da un cortometraggio veramente esilarante (peraltro candidato all'oscar).
La chicca: il ristorante in cui Mike porta Celia si chiama "Harryhausen" in omaggio al grande Harry Hausen inventore dell'animazione in stop-motion (quella de "Gli Argonauti" per capirci).
Curiosità: nella versione inglese le voci di Sulley e Randall sono rispettivamente di John Goodman e Steve Buscemi che sono al quarto film insieme, ma gli altri tre sono tutti dei fratelli Cohen.

Indicazioni:
Un altro piccolo grande capolavoro che va sicuramente visto.
Fonti Wikipedia e FilmUpTrailer